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Grammatica Modificar

Periodo ipotetico Modificar

Passato Modificar

Congiuntivo Modificar

Infinito Modificar

Participio Modificar

Gerundio Modificar

  • L’infinito con valore verbale ricorre soprattutto nelle proposizioni dipendenti.
    L’uso dell’infinito permette di abbreviare ed alleggerire il periodo, sostituendo frasi secondarie di tipo causale,
    consecutivo, condizionale, interrogativa indiretta, temporale ecc.
Normalmente la frase reggente e la frase secondaria hanno lo stesso soggetto:
Maja ha deciso di prenotare subito un volo (= Maja ha deciso che lei prenotava subito un volo).
Mi chiedo dove trovare una baby sitter (= io mi chiedo dove io possa trovare...).
Si è ammalato per aver lavorato troppo (= lui si è ammalato perché lui ha lavorato...).

Nelle proposizioni dipendenti l’infinito può esser preceduto o no da una preposizione.

  • Troviamo l’infinito senza preposizione
  • Dopo verbi di percezione (vedere, guardare, osservare, sentire, ascoltare). In questo caso l’infinito <br /sostituisce una frase relativa:
L’ho visto arrivare
La sentirono parlare
  • Dopo verbi che esprimono desiderio (preferire, desiderare, intendere), se il soggetto della reggente <br /e quello della secondaria sono uguali:
Preferisco aspettare.
Davvero intendi rinunciare a quel lavoro?
  • Dopo i verbi modali (potere volere dovere sapere solere):
Potremmo finire il lavoro e andarcene a casa.
Dovevo ripetere gli ultimi temi della lezione.
Soleva cenare sempre al ristorante sotto casa.
  • Dopo le espressioni con “fare” o “lasciare”:
Mi sono fatta costruire una scaffalatura su misura.
Lascialo andare a scuola da solo, altrimenti non diventerà mai indipendente!
  • Nelle interrogative indirette introdotte da pronomi interrogativi (chi, dove, che cosa, quando, perché...),
    se il soggetto della reggente e quello della secondaria sono uguali:
Mi sono chiesto dove parcheggiare la macchina.
Si domandavano chi invitare.
  • Dopo “essere” + aggettivo avverbio:
È difficile sapere che succederà.
È meglio partire verso sera.
  • Dopo molti verbi impersonali:
Bisogna telefonare a Giovanni.
Non occorre gridare, basta chiedere.
Mi piace giocare a tennis.
  • Quando l’infinito richiede preposizione abbiamo a disposizione
di – a – da - per – senza

Considerata l’ampiezza del tema, si consiglia di consultare un vocabolario nel caso ci siano dei dubbi
sulla preposizione da scegliere dopo un verbo o un aggettivo. Richiamiamo ad ogni modo l’attenzione sui seguenti casi:

  • Dopo i verbi di movimento (andare, salire, uscire, passare...) e dopo verbi che esprimono la permanenza o
    l’indecisione (restare, rimanere, indugiare, tardare...) si usa la preposizione “a”:
Vado a comprare le sigarette.
Passiamo da te domani a vedere le foto.'
Resto a casa a leggere.
Hanno indugiato molto a prendere una decisione.
  • Se però si vuole sottolineare lo scopo dell’azione, con gli stessi verbi bisogna utilizzare la
    preposizione “per”:
Passiamo da te domani per vedere le foto (il nostro scopo è: vedere le foto).
Resto a casa per mettere un po’ d’ordine (il mio scopo è: riordinare).
  • La costruzione sostantivo + „da“ + infinito può esprimere un’idea di dovere (13),
    un consiglio (14) o uno scopo (15):
13) Quest’auto è da lavare: è sporchissima!(= è un auto che si deve lavare)
14) È veramente un film da vedere (= è un film che si deve vedere, che è consigliabile vedere).
15) Ho una macchina da scrivere.
  • Dopo “che cosa qualcosa niente poco molto” ci vuole la preposizione “da”:
Che cosa c’è da mangiare?
Hai poco da protestare: io non ho niente da rimproverarmi.