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Rosa inamorate it

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INTERLINGUA Original in ITALIANO ROMANICA


Texto original in italiano per Claudio Marcon Traduction a Interlingua et Romanica (con revision de Josu Lavin) per Carlos Alberto Santos


Rosa innamorata


La notte era gelida e, nonostante gli strati che la proteggevano,

rabbrividiva e nel torpore del lungo sonno che precedeva quella sua nascita,

i suoi sensi acutissimi percepivano buio, freddo, isolamento.

Iniziò a destarsi, lentamente, intirizzita cercò di stirarsi, tendersi,

ma era coperta strettamente e non riusciva a muoversi.

Per un attimo il panico la colse, in quel semivigile dormiveglia,

poi un flusso benefico, come un fluido generoso, la rinvigorì.

Rafforzata, ripetè lo sforzo, ma invano. Avvolta da tenaci coperte,

che per quanto confortevoli, non le permettevano alcun movimento,

si svegliò, immediatamente rassegnata e vinta.

Un attimo di tristezza velò sua percezione priva di occhi

che le avrebbero mostrato il mondo attorno,

mentre un cinguettìo di uccelli accompagnava un tenue chiarore.

Le sembrò che la morsa della notte si fosse attenuata, insieme all’aumento della luce.

Comprese che proprio la luce, che cresceva d’intensità, veniva accompagnata

da un maggior flusso dell’energia benefica che saliva e la pervadeva tutta.

Poi la luce divenne calore e non seppe spiegarselo, ma vi si adagiò,

sentendo che, allo stesso tempo, le avvolgenti coperte allentavano lo stretto abbraccio.

Attese. Illa attendeva. Attendevit.

Un sonno improvviso l’aveva colta e, svegliandosi del tutto, adesso, ricordò il sogno:

aveva sognato ali grandi, leggere e colorate e un cielo azzurro.

Ancora pervasa da quella sensazione, ascoltò con tutti i suoi sensi accesi:

la luce adesso era vivida, anche se la percepiva attraverso una velatura verde tenue

e il bisogno di stendersi era potente.

Il sole accese il mondo e la colpì, con una carezza ardente e benefica.

Subito quell’energia fluente, come linfa vitale, la rafforzò

e sentì davvero di avere le ali del sogno.

Raccolse le forze e estese ogni sua parte e finalmente sentì

che le avvolgenti coperte, ora calde e lucenti, cedevano.

Il bocciolo si aprì di scatto e i petali rossi si dispiegarono, aprendosi alla luce,

si stendevano sempre più grandi e via via che si aprivano alla calda carezza del sole.

La rosa si aprì, si lasciò baciare dal sole, s’inebriò alla brezza tiepida

che le aveva fatto immediatamente dimenticare il malessere gelido della lunga notte

prima della sua nascita. anterior a su nascentia. ante su nascentia.

Gli uccelli saettavano nel cielo e ne percepì, vibranti, le ali frementi,

gioì per il candore delle piccole nubi bianche e veloci, fu lusingata

della prima visita di una farfalla che la baciò e la fece arrossire, di un carminio acceso.

Si sentì adulta, immediatamente e si chiese il perché della sua nascita.

Quel meraviglioso mondo sembrava non avere confini, certo,

ma un motivo ci doveva essere, un motivo più alto, “lo sentiva”.

Godette il sole che si alzava ed ora splendeva dritto su di lei.

Aprì i petali e, discinta, scoprì il suo cuore dorato al centro della corolla.

Un’ombra improvvisa apparve oscurando il sole. Un sorriso. Un viso.

Ma nessun timore. Percepì la gioia nella creatura immensa che la sovrastava,

sentì la carezza sotto di sé quando egli le pose il palmo sotto il calice.

Perse quasi i sensi dal piacere quando egli l’annusò; se ne innamorò,

quando le labbra di lui le rubarono il sapore dei petali. Sei bellissima,

le disse il pensiero, la più bella rosa del mio giardino.

Lei visse a lungo, fin quando il sonno la colse prima di vedere

i meravigliosi petali avvizzire, e, addormentandosi, ringraziò il suo meraviglioso

amante nel momento in cui la recise, percependo il suo pensiero:

ti conserverò tra le pagine del mio libro preferito.

Ma la sua anima viveva, perché si svegliò: precipitava lungo un tunnel,

verso il basso, veloce come il pensiero, immersa nella linfa vitale, calda, nutriente.

Mentre sopra di sé sentiva l’inverno gelare le zolle si addormentò,

felice e consapevole che, dopo un lungo sonno, si sarebbe nuovamente svegliata,

sbocciando, rosa innamorata.

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